venerdì 25 ottobre 2019

Il Crazy Horse di Parigi


Il Crazy Horse è il celebre locale parigino fondato nel 1951 dall’imprenditore Alain Bernardin, dove si svolgono spettacoli di cabaret improntati sul genere burlesque, caratterizzati da effetti di luce e sonori molto particolari.  
A rendere noto il locale sono certamente le artiste di una certa fama, un gruppo di ballerine appositamente scelte secondo criteri fondati prevalentemente su rigide misure del corpo mirate a renderle molto somiglianti tra loro.
Dai lontani albori ad oggi, nel Crazy Horse sono transitate attrici, ballerine, cantanti e compositori di varie nazionalità molto conosciute come  Lova Moor, Arielle Dombasle, Dita Von Teese, Pamela Anderson, Rosa Fumetto…
Gli odierni spettacoli presentati dalle Crazy Girl sono caratterizzati sia da intrattenimenti di gruppo che da assoli, con temi personalizzati di ogni singola artista.
Dal 2012 al Crazy Horse lavora la nostra connazionale Deborah Lettieri (classe 1983), in arte Gloria Di Parma, seconda italiana della storia del locale dopo Rosa Fumetto. Le sue coreografie sul palcoscenico sono un mix di puro talento, di sensualità, malizia e ironia.
Se capitate a Parigi non perdetevi lo spettacolo: tre ore di adrenalina e forti emozioni indimenticabili!

Johnny Caldera interpreta la versione burlesca della celebre coreografia del ballo delle Crazy Girl, 
scandita da pose militaresche rivisitate in versione sexy.

Gli accessori dei costumi di scena come copricapezzoli con la nappina, guanti lunghi, cappelli, boa, ventagli...,
 hanno importanza rilevante per le esibizioni burlesche mirate all'esasperazione della scena.

Sedie, tavoli, sgabelli, divani..., sono oggetti su cui improntare uno spettacolo personalizzato.

Gli abbigliamenti appariscenti e le calzature mettono in risalto le coreografie.

Coreografie di gruppo basate sulle movenze del corpo tratte dal vero spettacolo. 

L'abilità delle artiste -quelle vere- è la capacità di sapersi muovere in modo atletico e disinvolto, 
mantenendo alta l'armoniosità del corpo femminile. 

Complicità, spirito di abnegazione e ripetute prove delle artiste,
garantiscono fluidità e naturalezza davanti al pubblico.

Il locale Crazy Horse nel centro di Parigi.

Le Crazy Girl schierate sul palcoscenico durante lo spettacolo. 
La particolarità delle artiste è quella di esibirsi a seno nudo.  

Erotismo, sensualità, e una buona dose di ironia, sono la massima espressione delle artiste del Crazy Horse.

Un video delle Crazy Girl durante lo spettacolo.

sabato 7 settembre 2019

I video spot di Body Burlesque

Dalla staticità della fotografia ai video spot di cortometraggio. Body Burlesque va in scena sul set con la videocamera.

Johnny Caldera interpreta "L'uomo misterioso"


Allenamento & equilibrismo 
con i mules da 17,5 centimetri di Kiara Shoes


Body Burlesque & La Cucina del Pirata...sexy
Hai la passione per la cucina? 
Visita il blog La Cucina del Pirata


martedì 16 luglio 2019

High heels workout

L'allenamento sui tacchi alti è una moda sportiva nata di recente negli Stati Uniti,  che vede protagoniste atlete temerarie che si cimentano in  discipline aerobiche che vanno dalla pole dance alla maratona, alle arti marziali... É risaputo che i tacchi sono l'icona per eccellenza della femminilità, della sensualità e dell'eleganza; una vera ossessione per le donne, e un feticcio per il mondo maschile. Calzare i tacchi equivale a cambiare il portamento del corpo, renderlo più armonioso e slanciato verso l'alto con i muscoli dei polpacci, dei quadricipiti e dei glutei piú tonici e definiti.
Occorre peró saperli portare con estrema padronanza, disinvoltura e equilibrio circense per non incappare in spiacevoli inconvenienti quali infortuni e figuracce. Il tipo di tacco va scelto rigorosamente secondo la propria attitudine ed esigenza. Se per destreggiarsi normalmente serve dedizione e costanza, possiamo immaginare l'impegno e lo spirito di abnegazione che ci vogliono in campo sportivo durante un allenamento intenso come la corsa! Invito gli uomini piú curiosi e appassionati di questa materia -non sono pochi- a provare almeno una volta l'ebbrezza e l'impegno di calzare un paio di trampoli durante una sessione dinamica del proprio allenamento preferito. Scoprirete un contesto divertente tra il sacro e il profano.
Però occhio alle caviglie!






















L'erotismo alternativo: fetish & BDSM

BDSM, Fetish, Mistress, Master, Slave, Switch…, sono termini inglesi che riguardano un lato erotico complesso basato prevalentemente sulla dominazione e sulla sottomissione fisica e/o psicologica attraverso varie pratiche che si discostano dai canoni sessuali tradizionali, dove i partner partecipano consenzienti nei giochi di ruolo sado-maso, da cui ne traggono piacere nel dare e ricevere dolore servendosi di oggetti e sex toys come corde, fruste, scudisci, pinze, corde, polsiere, cavigliere, strap on, cinture di castità…  





Johnny Caldera interpreta il gioco di ruolo della 
dominazione/sottomissione tra la Misstres e lo Slave

L’abbigliamento usato durante le pratiche BDSM gioca un ruolo decisivo e trasgressivo, e evidenzia la distinzione tra i partner durante le sessioni. I capi di pelle, il latex e le calzature con i tacchi altissimi sono le icone per eccellenza di corredo. L’intimo femminile a tema propone modelli particolari e provocanti. Calze autoreggenti, reggicalze, corpetti, guepiere, cat suit.., sono indumenti molto ricercati dai feticisti, che trovano in queste mise una forte attrazione erotica.

Un esempio di abbiglimento e di oggettistica sado-maso 

I partecipanti delle sessioni fetish e BDSM hanno ruoli e nomi  distinti:
-La Misstres (o padrona) è la donna dominatrice. Il suo ruolo autoritario è un dono di natura, una forma d’arte fatta di malizia, erotismo, femminilità e sensualità.  L’icona della padrona la vede protagonista con abbigliamento di pelle o latex, con stivali fascianti e il frustino in mano, abile nel dominare a livello fisico e psicologico con pratiche solitamente concordate con il/la partner. I metodi e le attrezzature sono molto variegati, e possono anche non contemplare il sesso. Tra le più classiche vi sono l’adorazione dei piedi, lo spanking e la frusta.   
-Il Master (o padrone) è il maschio dominante con le stesse caratteristiche della Misstres.  


Un esempio di giochi di ruolo: 
due Misstres durante la sessione con uno Slave bendato e immobilizzato maneggiano il "gatto a nove code" e la canna di bambù, due classiche attrezzature di base.  


-Lo Slave (schiavo/a) è la forma più estrema della sottomissione nel mondo BDSM, in cui i soggetti si dedicano completamente alle esigenze dei dominanti (Misstres o Master) anche a tempo pieno (h.24/7).  Le pratiche, i modi e la durata delle sessioni vengono esercitate consenzientemente, e assumono aspetti servizievoli verso il/la dominante. Un esempio classico è lo slave che svolge il ruolo della colf o della sguattera che sbriga faccende domestiche come le pulizie della casa, stirare, lavare, cucinare, fare commissioni… Lo schiavo inizia un percorso di formazione, addestramento e perfezionamento da parte della dominante, la quale decide sul comportamento e sull'abbigliamento. Spesso lo Slave maschio è costretto a indossare la divisa da cameriera, e ogni mancanza viene severamente punita a livello fisico e psicologico mediante l'uso della frusta, castighi e privazioni...

 Lo slave durante un contesto di sottomissione 
e umiliazione ai piedi della Misstres.


-Lo Switch (maschio o femmina) è un ruolo molto ambiguo. A differenza dello Slave, è in grado di condurre il gioco in momenti diversi sia da sottomesso che da dominante. E’ dunque una via di mezzo con una doppia predisposizione e personalità.

La Misstres in atteggiamento superbo addestra lo Slave 
esigendo la massima attenzione. 


 L'autorevolezza della Misstres durante la dominazione di uno o più Slave.  

L’acronimo BDSM contempla un insieme di sfaccettature erotiche e di pratiche bizzarre riservate solo agli “addetti ai lavori”, inconcepibili a chi non fa parte di questo mondo.
Scomponendo la sigla, le lettere B&D stanno per Bondage e Disciplina. Sono pratiche che consistono nell’immobilizzare  il sottomesso mediante corde, catene, legacci di cuoio, nastri, pellicole… I dominanti più abili in materia sono in grado di comporre intrecci geometrici con le corde intorno al corpo, realizzando delle vere opere d’arte. Le forme più estreme imposte o richieste dai sottomessi esigenti sono le legature forzate in posizioni capovolte. Questa disciplina è spesso accompagnata dall’uso ripetuto della frusta e altri oggetti come scudisci, canna di bambù, cera fusa, pinze… 

Le posizioni scomode e forzate sono tra le punizioni impartite dai dominanti.



Le lettere D/S indicano in modo generico la dominazione e la sottomissione, ma in realtà dietro a queste due semplici parole si apre una miriade di fantasie e di pratiche da parte di chi dirige il gioco. Il controllo delle sensazioni dello Slave come il piacere, il solletico, il dolore; il controllo delle emozioni, del sesso, dell’aspetto fisico, sono alcuni  aspetti che vengono svolti durante le sessioni. 


Uno Slave al servizio delle Misstres.




La Mistress esigente: lunghi tempi di attesa e posizioni forzate sono tra le sessioni che prevedono l'annullamento e l'umiliazione dello Slave.


Le lettere S/M indicano il termine sadomaso, parola generica per descrivere l’insieme delle pratiche erotiche mirate a infliggere sofferenze fisiche e mentali al partner. 

Tra le sessioni S/M più ricorrenti, l'uso della frusta rientra tra le pratiche classiche.

Un esempio di strumento casalingo  improvvisato.  

-Il Dungeon è una location di fondamentale importanza per il contesto BDSM, in quanto crea l’atmosfera consona alle sessioni.
Il termine s’ispira sostanzialmente a un luogo di prigionia sotterraneo, arredato con apposite attrezzature come gabbie, croci di Sant’Andrea, gogne, paranchi per sospensioni e molte altre oggettistiche a tema. Gli scantinati o i luoghi abbandonati sono tra i più ricercati. Talvolta questi ambienti vengono riprodotti nei locali dove si tengono feste a tema, oppure in privato da chi esercita questa attività erotica come professione (Misstres e Master). 
















martedì 19 marzo 2019

The art of crossdressing

Il crossdressing è un termine inglese usato per descrivere il modo di vestirsi con indumenti del sesso opposto, ovvero il travestitismo. Per gioco, curiosità, spettacolo, trasgressione…, questa pratica esiste da secoli e si è affinata nel tempo coinvolgendo entrambi i sessi interessati, sia in privato che in pubblico.  Per la maggior parte di queste persone il travestimento non rappresenta un contesto legato all’omosessualità o alla transessualità, ma bensì a una forma eterosessuale espressiva per lo più sporadica e percepita al di fuori della sfera sessuale. Tuttavia al travestimento sono attribuite anche altre sfaccettature di carattere erotico-sessuale come ad esempio quelle legate al feticismo e al sadomasochismo, che rientrano nelle parafilie, in cui i soggetti “crossdresser” provano una forte eccitazione a indossare abiti, intimo e accessori riservati al sesso opposto. Nel mondo dello spettacolo questi contesti vengono emulati sul palco o nelle feste private in modo esagerato, riprendendo tematiche burlesche e ironiche impersonate dalle Drag Queen (uomini travestiti da donna), oppure dalle Drag King, donne travestite da uomini che riprendono i tratti più marcati e virili del maschio.
Nel contesto moderno il parere di molti psicologi attribuisce questa pratica più a una sorta di processo di civilizzazione e di parità tra i sessi; una moda dell’espressione e della manifestazione libertina dei sentimenti più profondi di chi ama questo genere.  Ma questo è ancora troppo riservato agli addetti ai lavori.

Autoreggenti, reggicalze, perizomi, guepiere, corpetti, calzature con tacchi a spillo, boa..., 
sono solo alcuni esempi di lingerie particolarmente apprezzata dai crossdresser.

Johnny Caldera interpreta la pratica burlesca del crossdressing con indumenti femminili sexy.

Esempi di pose, movenze e atteggiamenti interpretati dai crossdresser 
durante gli spettacoli sul palco o in feste private.


Una Drag Queen con il viso particolarmente truccato per esaltare l'icona femminile.


Una Drag King in posa: quando la donna interpreta un personaggio maschile
in modo burlesco esasperandone i tratti mascolini e virili.


Il gruppo teatrale folcloristico de "I Legnanesi", con i personaggi travestiti 
della famiglia Colombo interpretati della Teresa (Antonio Provasio),  
la Mabilia (Enrico Dalceri), e il Giovanni (Luigi Campisi)







domenica 10 marzo 2019

L'Urlo di Munch

“L’urlo” è un quadro famoso realizzato nel 1893 dal pittore norvegese Edvard Munch, dipinto su cartone delle dimensioni di 91 x 73,5 centimetri con olio, tempera e pastello, oggi conservato nella Galleria Nazionale di Oslo.
La rappresentazione del quadro si riferisce a un’esperienza surreale provata dallo stesso autore mentre una sera d’estate passeggiava al tramonto in compagnia di due amici sulla collina di Ekberg, sopra la città di Oslo, nel contesto naturale dei fiordi. A un certo punto Munch ebbe l’impressione che le nuvole e il cielo sullo sfondo si tinsero di rosso sangue, e la città si avvolse tra lingue di fuoco mentre i suoi amici continuavano a camminare disinvolti. Impietrito dalla paura, sembrava anche udire un urlo tremendo che invadeva la natura circostante.
L’artista volle tradurre le proprie sensazioni di quel momento in un dipinto, dove egli si raffigura al centro con un’espressione sconcertata mentre lancia un urlo portando le mani al volto, con uno sfondo che rappresenta un paesaggio curvilineo e confuso che esprime smarrimento.
Munch dipinse quattro versioni de “L’urlo” tra il 1893 e il 1910, ma l’opera più celebre è quella conservata nella Galleria Nazionale di Olso, la quale fu rubata due volte e poi recuperata.
Il primo episodio avvenne nell’inverno del 1994, durante  le olimpiadi di Lillehammer; mentre nel 2004 fu rubata per la seconda volta insieme a “La Madonna”, opera dello stesso pittore. Entrambi furono recuperati nel 2006 e sottoposti a restauro per danneggiamenti causati dall’umidità.



“Camminavo lungo la strada con due amici
quando il sole tramontò il cielo si tinse 
all’improvviso di rosso sangue mi fermai, 
mi appoggiai stanco morto a un recinto sul 
fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue 
e lingue di fuoco i miei amici continuavano a 
camminare e io tremavo ancora di paura e sentivo 
che un grande urlo infinito pervadeva la natura”
                                                                                         Edvard Munch


Johnny Caldera interpreta "L'Urlo"
Sullo sfondo il Lago di Annone/Oggiono in provincia di Lecco.


Una versione burlesca de L'urlo interpretata da Johnny Caldera





L'URLO di Edvard Munch
realizzato nel 1893 con olio, tempera e pastello 
su cartone 91x73,5 cm, conservato presso 
la Galleria Nazionale di Oslo.


EDVARD MUNCH
Løten 12 dicembre 1863 - Oslo, 23 gennaio 1944 


martedì 26 febbraio 2019

Adamo ed Eva: la mela e la cacciata dal giardino dell'Eden

Adamo ed Eva sono due importanti personaggi narrati tra le pagine della Bibbia nel capitolo della Genesi, in cui Dio creò  l’uomo e la donna. La vicenda dei due protagonisti biblici gira intorno alla loro disobbedienza a Dio. Il racconto spiega  perché gli esseri umani divennero mortali, e la vita faticosa piena di insidie e sofferenze.
In principio Dio creò la Terra; poi creò Adamo e lo pose nel giardino dell’Eden. In seguito presero vita gli animali per fargli compagnia, e infine la donna formata con la stessa costola di Adamo.
Dio disse all’uomo e alla donna di riprodursi e di vivere nel giardino dell’Eden in prosperità, dominando le cose e gli animali, ma proibendo loro di mangiare i frutti dell’albero “della conoscenza del bene e del male”.
Adamo ed Eva caddero in tentazione del serpente che li incitò a mangiare i frutti dell’albero proibito, disobbedendo così a Dio e divenendo  consapevoli di sé stessi e delle cose.
Dio punì la loro mancanza, li rese mortali e li cacciò  dall’Eden costringendoli a vivere affrontando i dolori e le sofferenze dell’esistenza terrena.
La religione cristiana interpreta le colpe di Adamo ed Eva come peccato originale, per aver corrotto il mondo perfetto creato da Dio, e che tutti gli uomini ereditano con la nascita.
Per la religione ebraica il peccato originale è una forza incline che spinge ogni uomo a seguire i propri istinti e le proprie ambizioni; una sorta di naturalezza innata indispensabile per la vita.
Negli scritti della religione islamica Adamo fu creato come reggente di Dio sulla Terra. L’uomo conosceva tutti i nomi degli angeli tranne quello di Iblis -il Diavolo-, e per questa sua mancanza fu cacciato dal paradiso.
Nei corso dei secoli Adamo ed Eva furono anche descritti secondo le credenze mitologiche delle diverse popolazioni. Si narra ad esempio che in Mesopotamia gli dei crearono l'uomo con l'argilla e con il sangue di un dio. In Egitto e in Grecia l’uomo viene plasmato con acqua e terra.
Pareri contrastanti e senza certezze, avvolti da secoli nel mistero eterno...


 Una raffigurazione burlesca di Adamo ed Eva nel momento della tentazione, 
incitati dal serpente a disobbedire agli ordini di Dio.


Rappresentazione dell'ira di Dio e della cacciata di Adamo ed Eva 
dal giardino dell'Eden, dopo essere stati sorpresi a mangiare il frutto proibito.


L'affresco che rappresenta la creazione di Adamo dipinto nel 1511 
da Michelangelo Buonarroti, conservato nella Cappella Sistina in Vaticano.


L'affresco della Tentazione di Adamo ed Eva dipinto
da Masolino, conservato nella chiesa di
Santa Maria del Carmine a Firenze.


L'affresco della cacciata dal paradiso,
dipinto dal Masaccio nel 1425.1425, conservato nella cappella
Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze.